fotographicart | roberta soru

Marketing e UX anti spreco: la rivoluzione di Colussi con BiscoRotti

Marketing e UX anti spreco: la rivoluzione di Colussi con BiscoRotti

/Commenti disabilitati su Marketing e UX anti spreco: la rivoluzione di Colussi con BiscoRotti
Logo Bisco Rotti Colussi su sfondo azzurro per marketing e UX anti spreco

Quando si parla di marketing che fa la differenza, pochi brand riescono a raccontare una storia così autentica e rivoluzionaria come Colussi con la sua linea GranTurchese e i suoi BiscoRotti. In un’epoca in cui l’attenzione ai temi ambientali e sociali è centrale, Colussi ha preso una posizione chiara e forte, combinando l’arte del marketing con una UX anti spreco che conquista veramente.

L’imperfezione è la nuova perfezione: la nascita di BiscoRotti

Immagina di aprire una confezione di biscotti e trovare pezzi spezzati, rotti, magari con qualche imperfezione. Fino a poco tempo fa, un prodotto così sarebbe stato considerato come un difetto, uno scarto pronto a essere buttato via. Colussi ha ribaltato questa narrazione lanciando i BiscoRotti, una limited edition di biscotti ottenuti da scarti di produzione, ma attenzione, con un gusto impeccabile. Questi biscotti spezzati diventano così il simbolo di un marketing e UX anti spreco capace di valorizzare l’unicità e l’inclusività, trasformando un limite in un motivo di orgoglio.

Perché lo spreco alimentare è un dramma reale e un italiano butta in media oltre 32 chili di cibo all’anno, con 14 miliardi di euro di spreco a livello di filiera. Il problema è grosso e non si può liquidare con i soliti discorsi. Colussi, con la sua campagna, non sta solo vendendo scarti, sta entrando nella battaglia vera contro questo spreco e lo fa con stile.

La campagna pubblicitaria non è solo uno spot televisivo, è un progetto integrato che coinvolge affissioni in città come Milano, Bari e Napoli, azioni di sampling dirette nelle strade, merchandise e una presenza forte sui social media (da Instagram a TikTok). Tutto ruota attorno all’idea di imperfezione inclusiva dove il messaggio di valore sociale è il vero cuore del brand experience.

Cartellone pubblicitario Colussi BiscoRotti sulla facciata di un palazzo

La campagna firmata DUDE Milano rompe tutti i cliché del biscotto perfetto, portando GranTurchese in territori di comunicazione più audaci.

Marketing e UX anti spreco: il doppio motore del successo

Quello che distingue Colussi non è l’idea in sé di produrre biscotti rotti, un concetto già esplorato da Oreo con la campagna Kintsugi di Leo Burnett, ma il modo in cui questa idea è stata comunicata, costruendo una vera e propria esperienza per l’utente. La user experience anti spreco diventa un viaggio emozionale, dai messaggi ironici e sinceri degli spot alle insegne luminose “BiscoRotti” che popolano gli spazi urbani, fino alla landing page interattiva che racconta la genesi del progetto.

Non si tratta solo di acquisto, ma di adesione a una filosofia di valore, che permette alle persone di sentirsi parte di un movimento più grande. In un mercato saturo di prodotti simili, la strategia di Colussi dimostra come il marketing anti spreco, unito a una user experience coinvolgente e sociale, possa essere una leva potente per costruire fedeltà e reputazione.

Ovviamente non è tutto rose e fiori. Iniziative così potenti dal punto di vista comunicativo rischiano sempre di essere percepite come greenwashing se non supportate da dati e trasparenza reale sulla filiera. Anche il tema del prezzo non è secondario. Una persona può abbracciare volentieri l’idea dell’imperfezione, ma si aspetta coerenza tra filosofia e costo. Sono sfide che qualsiasi brand deve affrontare per trasformare le campagne da wow effect a vero cambiamento duraturo.

Visual con biscotti rotti Colussi e slogan: ci siamo rotti di essere perfetti.

Il potere dello storytelling nel marketing anti spreco

La forza di Colussi sta nel modo in cui mette in scena la propria narrazione. Non si limita a vendere un prodotto, ma racconta una storia emotiva, inclusiva e sociale. Gli spot con creatività imperfette, affissioni storte o incomplete, biscotti spezzati al centro dell’attenzione, rompendo gli schemi tradizionali del marketing, diventano un invito a riconoscere la propria unicità e quella del prodotto.

Questa capacità di fare storytelling funziona su più livelli: fa riflettere, emozionare e al tempo stesso diverte. La combinazione di ironia, sincerità e autoironia fa sì che il messaggio non risulti mai banale o moraleggiante, ma autentico e memorabile.

 cartellone pubblicitario Colussi Biscorotti con messaggio anti-spreco a Milano

Perché il marketing e la UX anti spreco sono il futuro

Le strategie di Colussi sono solo un esempio di quanto il marketing e la user experience anti spreco stiano diventando centrali nel modo di fare business oggi. Le persone sono sempre più attente e vogliono brand che abbiano valori concreti, con messaggi di sostenibilità, ma anche con un’esperienza coinvolgente, che facciano sentire parte di un cambiamento positivo.

Inserire nel proprio piano di marketing elementi di anti spreco non è solo etico, ma è un modo per differenziarsi in un mercato sempre più competitivo, generare maggiore engagement e costruire relazioni di lungo termine basate sulla fiducia.

Schermata del sito web Too Good To Go, contro gli sprechi alimentari

Progettare una User Experience anti spreco: coinvolgere l’utente nella rivoluzione sostenibile

Se pensi che un’esperienza utente anti spreco sia solo un sistema di acquisto, ricrediti subito. È un viaggio emozionale e funzionale pensato per trasformare gli utenti in veri e propri alleati della sostenibilità. Come si fa a progettare questa UX? Prima di tutto, si parte da una comunicazione chiara e trasparente, l’utente deve capire esattamente cosa sta comprando e perché è importante scegliere prodotti imperfetti o rigenerati. Questo passa da elementi visivi smart, come etichette leggibili con informazioni sul perché del prodotto e sul suo impatto positivo (meno spreco, più ambiente).

Ma non basta. La UX anti spreco deve rendere facile e gratificante consumare prodotti che altrimenti sarebbero scartati. Fare acquisti rapidi con opzioni chiare su quantità, formazione di pacchetti salva-spreco, notifiche sul ciclo vitale dei prodotti e suggerimenti di ricette o usi alternativi sono alcune delle leve principali. Infine, coinvolgere la community con feedback e storytelling aiuta a creare un senso di appartenenza e responsabilità, essenziale per far radicare il messaggio.

La parte digitale qui gioca un ruolo importantissimo Pensiamo, per esempio, alla landing page interattiva, non basta che racconti la genesi del progetto, deve anche far vivere all’utente un’esperienza concreta. Quiz, micro-animazioni, dati che mostrano l’impatto reale dello spreco evitato, sono piccoli dettagli che trasformano il racconto in azione e la filosofia anti spreco in un’esperienza che resta impressa.

Packaging anti spreco del siero Avant Skincare

Il packaging è parte integrante della strategia di riduzione degli sprechi di Avant Skincare per il suo nuovo siero. Immagine: Avant Skincare.

Packaging sostenibile: il primo biglietto da visita per un brand anti spreco

Il packaging in un contesto anti spreco è molto più che una semplice confezione, è il primo punto di contatto con chi acquista e deve riflettere i valori del brand in modo autentico e tangibile. Materiali riciclati, riciclabili e biodegradabili sono ormai la base imprescindibile, ma la vera innovazione sta nell’usare il packaging per raccontare la storia del prodotto e motivare la scelta sostenibile.

Per esempio, confezioni che mostrano chiaramente quando un prodotto è imperfetto ma buono o che evidenziano il risparmio ambientale ottenuto acquistandolo, sono potenti strumenti comunicativi. Alcuni brand usano packaging minimalista per ridurre sprechi, altri personalizzano la comunicazione con messaggi ironici o educativi per avvicinare le persone. Inoltre, soluzioni riutilizzabili o refill sono sempre più apprezzate nei mercati consapevoli.

Insomma, il packaging diventa un alleato strategico che, oltre a proteggere il prodotto, aiuta a consolidare la brand identity anti spreco e a guidare l’acquirente verso scelte responsabili.

Campagna marketing anti spreco Oatly con cartoni di latte d’avena e slogan: It's never too late to switch

Il brand svedese Oatly è da sempre impegnato in campagne anti spreco, solidali e ambientali.

Altri esempi di brand nel marketing e user experience anti spreco

Colussi non è la l’unica azienda in questa rivoluzione. Brand come Too Good To Go con le sue Magic Bag, Misfits Market che vende frutta stramba, Oddbox che salva verdura dal campo e persino colossi come IKEA e Oatly stanno dimostrando come il marketing anti spreco sia una strategia vincente capace di unire sostenibilità e appeal commerciale. La forza di queste campagne è quella di coinvolgere l’utente non solo a livello razionale, ma soprattutto emotivo, creando un legame che va oltre il semplice acquisto.

Campagne pubblicitarie con frutta e verdure imperfette Misfits Market

Misfits Market adotta strategie di marketing per valorizzare i prodotti imperfetti.

L’imperfezione è un superpotere vincente

Il successo di Colussi con i BiscoRotti è l’ennesima prova che marketing e user experience anti spreco, basati su storytelling autentico e campagne integrate multicanale, possono ribaltare il mondo del marketing. L’imperfezione diventa unicità, lo spreco diventa risorsa e il brand racconta una storia che le persone vogliono ascoltare e condividere.


Non lasciare che il tuo brand sprechi opportunità!
Trasforma le imperfezioni in un superpotere.